lunedì 29 febbraio 2016

MA QUALE NATURA?

Dopo lo stralcio della stepchild adoption dal decreto Cirinnà, leggo in vari luoghi commenti entusiastici per aver "salvato i bambini" da qualcosa che sarebbe andato "contro natura". Stesse considerazioni - sdegno, critiche e insulti in qualche caso - per la notizia, di ieri, del figliolo nato a Nichi Vendola e al suo compagno, tramite maternità surrogata negli USA (dove, ricordiamolo, è perfettamente legale)

La solfa è sempre quella: un bambino con due padri o due madri è "contro natura": metterlo al mondo significa snaturare la stessa essenza umana, perchè due uomini insieme o due donne insieme non possono procreare e quindi è innaturale che abbiano dei figli, anche adottivi.

Allora, al di la di quelli che considerano "naturale" solo quello che sta scritto nella Bibbia, mi sono messa a pensare a questo concetto di natura o naturale.

E mi sono accorta che queste due parole in un tale contesto vengono sempre scritte (o intese) con la lettera maiuscola. La Natura ha deciso che... dando quindi al termine una connotazione spirituale e/o religiosa. Come di un ente superiore, che ci da le proprie regole. Alcuni dicono anche l' Universo (sempre maiuscolo) con questa accezione.

LA Natura non consente a due esseri dello stesso sesso di procreare. Verissimo. Ma io direi che qui parliamo di natura, con la n  minuscola. Non è spirito, non è religione, è materia. Biologia. Genetica.

Si, è vero: la natura, la vita (sempre con la v minuscola) ha deciso ad un certo punto della propria storia che la riproduzione sessuale, invece di quella per partenogenesi, offriva maggiori possibilità di conservazione della specie, per ragioni legate alla variabilità del corredo genetico.

La riproduzione per suddivisione cellulare da come esito individui figli esattamente identici al genitore. Questo fa si che se un genitore è "malato", ovvero ha qualche disfunzione, questa si perpetui per tutte le generazioni a venire. Per non parlare dei problemi causati dai sempre possibili errori di "copia" del patrimonio genetico del genitore.
Oh, sia chiaro che dico genitore e figlio, ma stiamo parlando di esseri viventi primitivi e soprattutto unicellulari!

Con la riproduzione sessuale invece questo inconveniente si supera, almeno in parte.
Ogni genitore, regala alfiglio solo metà del patrimonio genetico, quindi la possibilità di passare una eventuale disfunzione si riduce del 50%. Poi, non è esattamente così, bisognerebbe entrare nel discorso dei geni recessivi e dominanti, ma comunque è inferiore al 100% che da un punto di vista evolutivo è un bel vantaggio. Si capisce anche guardando ad esempio quello che succede(va) in alcune famiglie regnanti del lontano passato, quando era uso sposarsi tra consanguinei diretti (fratelli e sorelle, o cugini di primo grado) tra cui la variazione genetica era minima: la possibilità di generare figli con qualche tara era assai più elevata della media.

Quindi si: la natura, la vita, richiedono che vi siano un maschio e una femmina per generare un figlio, DA UN PUNTO DI VISTA BIOLOGICO E GENETICO.

Ora, tutti i bambini già esistenti nonchè tutti quelli futuri - inclusi quelli generati con una maternità surrogata - sono bambini "fatti così", derivanti cioè dalla mescolanza genetica di un maschio e una femmina. Cioè sono "naturali", sono come la natura vuole che siano. Sono perfetti.

Questo nulla ha a che vedere col modo in cui verranno cresciuti e amati una volta che arrivano in questo mondo. La natura, e nemmeno la Natura, non si è mai espressa su questo. Anzi. Direi che la famiglia nucleare (padre, madre, figli che vivono in una casa propria) è una invenzione relativamente moderna, diciamo nata con l'industrializzazione. Prima, le famiglie vivevano spesso in grandi abitazioni che ospitavano varie generazioni di famigliari e i bambini erano un po' di tutti: genitori, zii, nonni, cugini maggiori ecc.... mia madre ricordo diceva "per crescere un bambino ci vuole un villaggio" proèrio per sottolineare questa "poprietà condivisa" dei figlioli che erano un po' di tutti. Ci sono poi tradizioni e situazioni (relative a popolazioni più primitive di quanto non siamo noi in Europa oggi, il che dovrebbe forse farle sembrare più "naturali") in cui i figli vivono con la famiglia della madre, il padre non entra quasi per niente nell'educazione o nella gestione del figliolo se non quando esso entra nell'età adulta.
E non dimentichiamo che anche qui nella nostra civile europa abbiamo avuto la nostra dose di guerre, e lunghi periodi in cui gli uomini erano quasi totalmente indisponibili, o a combattere o deceduti.

Mio suocero, ad esempio, è stato cresciuto da tre donne proprio per questo motivo.
E non è che sia diventato gay, non è stato sfottuto o sottpposto ad angherie di vario genere per il fatto di avere "tre mamme". E' diventato un normalissimo uomo adulto, si è sposato, ha avuto ben tre figlioli di cui due sposati (uno con me!) ed è 4 volte nonno.

E dunque, di cosa stiamo parlando?

Stiamo dicendo che due persone dello stesso sesso non possono crescere dei bambini sulla base di un concetto di famiglia tradizionale che di tradizionale non ha nulla, esistendo da 200 anni circa - contro circa 40.000 di evoluzione della specie umana.

Stiamo dicendo che due persone dello stesso sesso non possono crescere dei bamnbini sulla base di un concetto di famiglia "naturale" che ha a che fare solo con l'aspetto genetico della procreazione, ma assolutamente non con quello emotivo, come generazioni e generazioni di uomini e donne cresciuti solo con madri e sorelle e nonne ancor oggi dimostrano.

Stiamo dicendo che due persone dello stesso sesso non possono crescere dei bambini, ma non stiamo completando la definizione: quello che veramente intendiamo è che due persone dello stesso sesso CHE SCOPANO TRA LORO, non posso no crescere dei bambini  perchè se io crescessi i miei figli insieme a  mia sorella nessuno troverebbe nulla da ridire.

Per come la vedo io si tratta solo di omofobia ed ignoranza.

martedì 26 gennaio 2016

PADRI E MADRI.

beh era ovvio che con l'avvicinarsi della data stabilita per il dibattito parlamentare della legge sulle "nozze gay" e la stepchild adoption e le manifestazioni dei giorni scorsi, la polemica si sarebbe riaccesa.

Quello che leggo più spesso è l'associazione tra la stepchild adoption e l'utero in affitto, che non mi è ben chiara, ma a quanto pare lo è per un sacco di gente, magari un domani me lo spiegheranno.
E gli slogan si sprecano, al grido di "i bambini non sono in vendita" e "i bambini non sono un diritto nè un capriccio".

Allora mi sono messa a pensare...... i bambini non sono un capriccio?
Siamo sicuri?
Ditemi, quanti di noi etero tradizionalisti della copula missionaria al sabato sera hanno concepito un bambino come-si-faceva-una-volta per il bene del nascituro?

Quanti di voi hanno sentito la vocina del futuro figliolo chiamarli e dire che si si si voleva voleva voleva proprio nascere? (no, sul serio, se l'avete sentita avvisate...)

I figli si fanno perchè lo vogliono i genitori.
Tutti i figli sono un mero, puro, egoistico, spesso innato ed ineluttabile bisogno di chi vuole essere genitore.
No? E' così, non ci sono angioletti sulla nuvola che scelgono la loro mamma e il loro papà per scendere sulla terra.

Siamo noi. Noi che sentiamo nella carne e nelle ossa il desiderio ed il bisogno atavico di tramandare noi stessi, di tentare l'unica e sola via aperta per noi all'immortalità.

E quindi per piacere non parlatemi di diritti dei bambini prima ancora che i bambini nascano, non parlatemi di quanto verrebbero lesi se nascessero in una famiglia omo, perchè i diritti dei bambini se vogliamo proseguire su questo periglioso cammino, li calpestiamo tutti quanti per il solo fatto di farli nascere, che loro di nascere non ne hanno alcun bisogno.

I bambini, questo si, acquisiscono diritti una volta che ci sono, eccome se li acquisiscono.
E il diritto principale che acquisiscono, da cui poi discendono tutti gli altri, è quello di essere amati.

E lì... di nuovo mi metto a pensare.
Davvero stiamo sostenendo che una famiglia omo non è in grado di amare un bambino?
Al di la delle caratteristiche personali, sappiamo che ci sono persone più o meno inclini all'amore genitoriale in entrambi i sessi... ma proprio in quanto omosessuali, amano meno?
Desiderano un figlio per mero egoismo, gli etero lo fanno invece per puro altruismo? Per generosità?? Maddai!

Cioè.. sono persone che non possono biologicamente procreare insieme, che sono oggetto di discriminazione e dileggio, che devono lottare non solo contro una legge iniqua ma anche contro l'omofobia, il razzismo e ogni altro tipo di ignoranza sociale... eppure continuano a desiderare un figlio. A combattere per averlo, o meglio... per la possibilità di averlo.

E' pensabile che una volta arrivato, questo agognato bambino non sia amato?
Dopo essere stato così fortemente e tenacemente voluto?

E pensiamo anche a... beh, a tutti quei bambini nati da uomo e donna che invece non lo sono.
Senza andare a pescare casi limite dei pestaggi o degli abbandoni.... ma che so, bambini concepiti per tentare di salvare un matrimonio, ad esempio. Bambini arrivati per caso o per sbaglio, tenuti ma non veramente desiderati, bambini fatti perchè era l'ultima occasione di una quarantacinquenne in carriera e se non lo faccio ora non lo faccio più.......  casi di tutti i giorni, il nostro vicino di casa, la panettiera, la maestra della scuola elementare.

Quei bambini non sono un capriccio? non sono un desiderio egoistico?
Si, lo sono, e lo sono perchè lo sono tutti i bambini.

E teniamo presente che le stesse obiezioni, le stesse frasi che oggi vengono rivolte alle coppie gay se le sentono dire anche le coppie sterili che si sottopongono a cure per la fertilità. Un po' va bene, ma se poi non hai successo molla il colpo, un figlio non è un diritto, non essere egoista, fattene una ragione. Non è così?

E che cos'altro è, un figlio, se non un diritto che ci arroghiamo?
Spiegatemi.
Cos'è?

La differenza non la fa come lo hai, un figlio.
La differenza la fa cosa ne fai una volta che lo porti in braccio.

Per questo mi arrabbio come una bestia assetata di sangue quando vedo cose di questo genere:



specie se poi mi vengono raccontate da gente con 2 ex mogli e 27 figli da 4 donne diverse, da gente che vive in castità con un coinquilino del suo stesso sesso (ahahahahahahah no seriamente....), da gente che va a puttane minorenni tra una moglie e l'altra.

Guardate un po' questa foto.
E' quello che è, è una foto fatta chissà dove da chissachi.
Ma guardate il viso di quel padre.

Chi mai potrebbe pensare che non ami il figlio?
Io sono una mamma, eppure quando i miei figli sono nati non ho pianto.

Siete solo delle merde spiaccicate.





giovedì 7 gennaio 2016

DI TOTALE IMBECILLITA'






Ho trovato ieri questa vignetta su FB.

La trovo uno dei peggiori esempi di idiozia maschilista, di beceritudine, di cretina superficialità su cui io abbia mai dovuto posare gli occhi. E' a dire poco insultante.

Io mi sento profondamente offesa, come donna ma anche in prima persona, proprio come Andretta, dal fatto che esistano al mondo ancora persone che si beano di pensare e diffondere una tale dose di consapevole imbecillità.

Innanzitutto, mio caro deficiente, sappi che esistono al mondo matrimoni che funzionano.

Secondo, mio bel coglioncello, ci sono persone che divorziano a costo di grandi sofferenze emotive e sintetizzare quello che magari è un percorso di anni di dolore in quattro disegnini del cazzo infarciti di inutili e anacronistici luoghi comuni meriterebbe la galera.

Terzo, o mio carissimo essere umano dotato chiaramente di organi genitali esterni, la medesima illuminata ironia si potrebbe tranquillamente utilizzare al contrario, raccontando di tutti quei tuoi degnissimi pari che si trombano tutti i buchi che gli si parano davanti  accusando poi la moglie che si prende cura della casa e della famiglia in tuta da ginnastica e non in negligé alla Jenna Jameson... uccidendo così l'interesse carnale dei poveri mariti trascurati

Quarto, e forse più importante, o sommo imbecille, ci sono persone, uomini e donne, che combattono e lottano con le unghie e coi denti per far funzionare le cose a dovere, ci sono persone che profondono impegno e cura nella relazione di coppia anche a costo di fatica e compromessi, ci sono persone per le quali concetti come devozione, fedeltà, amore hanno ancora non "un" ma "il" significato più importante della vita.

Colpevolizzare sempre e solo una parte della coppia non solo è sbagliato ma è stupido, e presuppone un intelletto da mitile, una consapevolezza da proteo e una dose di presunzione da leone alfa, sono certa del tutto immotivata data la chiara pochezza di attributi.

Che la parte colpevolizzata poi sia il solito trito cliché della moglie acida che si fa bellamente gli affari propri mentre il povero marito vessato si occupa di tutto aggiunge solo il sale del maschilismo a questa minestra già rancida e marcia. Per non parlare dell'altrettanto rozzo e beota clichè altrettanto abusato della stronza divorziata che si arricchisce con gli alimenti del povero cornuto innocente. Ho varie amiche divorziate con figli e nessuna di esse naviga nell'oro. E vi rendo noto, cari maschi minorati, che i soldi non li date alla vostra ex moglie, ma ai vostri figli. O forse vorreste liberarvi anche di loro?

In poche parole, mi fai abbastanza schifo, o indegno vignettaro, e chiudo con la medesima esortazione che ho usato commentando la foto in Facebook: vergognati, imbecille.





*Questo post compare identico anche su La Vita Secondo La Puff




giovedì 19 novembre 2015

POI CI SAREBBE UN'ALTRA COSA...



... che davvero non capisco.


Ripeto che io non sono un'esperta e nemmeno un'osservatrice particolarmente acuta o attenta.


Però.


A parte la "fortuna" di ritrovare sempre i passaporti vicino ai cadaveri esplosi degli attentatori (ma davvero la gente che si mette una cintura di tritolo si preoccupa di avere addosso i documenti? e se non li hanno addosso ma li trovano lì in giro o in qualche covo, come fanno gli inquirenti a sapere che sono relativi proprio a quell'attentatore lì, se aveva una bomba addosso?), una delle prime notizie diffuse dalla polizia francese è che il primo attentatore identificato era già noto alla Securité per sospette attività legate all'estremismo islamico.


Ora vedo che quasi tutti gli attentatori erano gente che la polizia la bazzicava, chi per vicinanza con i gruppi terroristici, chi per reati di criminalità comune, chi per droga.


Mi chiedo: passi per i delinquenti comuni - succede anche in Italia - ma come è mai possibile che a gente che è già schedata per terrorismo sia consentito di girare liberamente in città imbracciando un fucile e portando una bomba sul proprio corpo? Perché mi dico: se vado io a comprare una pistola, beh non si insospettisce nessuno, sono incensurata, pura come una colomba a parte qualche multa pagata in ritardo... ma le persone che sono già in odore di jihad non vengono tenute in qualche modo sotto controllo?


Queste sono le stesse domande che erano state fatte all'indomani dell 11/9 e alle quali ancora mi pare una risposta univoca non sia stata data. Tra minimizzatori e complottisti non si sa dove stia la verità e probabilmente non si saprà mai.


Poi c'è la questione dei raid.
La Francia ha bombardato nuovamente la Siria colpendo Raqqa, dichiarando di aver colpito esclusivamente obiettivi militari, con estrema precisione, senza fare vittime civili, e che il posto era già stato in precedenza identificato attraverso le immagini delle ricognizioni aeree.
E quindi... domanda: ma allora come mai avete raso al suolo la Siria invece di dirigervi direttamente li, subito, evitando quei 7-800 mila profughi?


Ed in ultimo c'è il fatto di ieri, dell'attacco mirato ai covi del terroristi.
Stiamo pensando davvero che tra la sera del 13 novembre e ieri mattina sia stato scoperto improvvisamente dove stesse questo covo? oppure si sapeva già prima?
E se si sapeva già, come mai abbiamo aspettato che i terroristi portassero a termine il loro lavoro prima di andare a prenderli? Abbiamo chiuso la stalla quando ormai era vuota, ma vuota di brutto.
Tra i terroristi scovati una donna si è fatta esplodere.
Cito testualmente da  R.it:


Era oggetto di intercettazioni amministrative dell'intelligence, di intercettazioni giudiziarie di polizia per una vicenda di stupefacenti e di intercettazioni giudiziarie dell'antiterrorismo. La donna, secondo gli investigatori francesi, aveva offerto all'Is "i suoi servizi per compiere degli attentati in francia. Era ossessionata dalla jihad




Quindi era conosciuta, lei e suo cugino il quale si sospetta sia la mente organizzatrice dell'attacco del 13/11. Era stata intercettata, si sapeva che era "disponibile per compiere attentati" ma era lì, bella tranquilla e libera di agire.


Ma come mai?
Ecco io questo non mi spiego.


A me pare che lo schema sia sempre quello:


Attentato
Cordoglio e grandi frasi
Immediata ritorsione coronata da successo (e tamtam mediatico)
Applausi ai salvatori della patria (che non hanno salvato nessuno in realtà ma transeat)


E non mi spiego il motivo per cui, se si sa come evidentemente è, dove andarli a prendere, non li si vada a prendere prima che ammazzino la gente.


Ma ad ogni modo, al di la di ogni analisi da quelle più autorevoli a quelle home-made come la mia, quello che resta è comunque solo sgomento.













mercoledì 18 novembre 2015

PARIS EST TOUJOURS PARIS

Ho pensato cento e cento volte a che taglio dare a questo post, perché le idee e le domande che mi si affollano in testa a riguardo dei noti fatti di Parigi sono tante e tanto diverse da non poter dare loro ne un senso logico ne una direzione univoca


Senza contare che passati 5 giorni ormai è stato scritto e detto tutto e il contrario di tutto.


E comunque questo è un blog che vorrebbe occuparsi di "giustizia sociale" non di guerra. Perché siamo in guerra, su questo siamo tutti d'accordo, si?


Ecco, rispettando lo scopo del blog, una cosa mi ha colpito davvero nelle ore immediatamente seguenti agli atti di terrorismo compiuti in Francia.


Lo voglio dire brutalmente: delle vittime non frega un cazzo a nessuno. Cordoglio mormorato a mezza bocca, tutti con le nostre brave bandierine francesi sui social, candele reali o virtuali accese il primo giorno, ma poi..... poi niente, tutta l'energia di noi spettatori della tragedia se n'è andata in odio.
Odio puro, feroce, indiscriminato.


Improvvisati estimatori di Oriana Fallaci (la quale può essere perdonata delle enormi minchiate che ha sparato alla fine solo in virtù del fatto che purtroppo un cancro le stava mangiando il cervello) impazzano e imperversano. Anche i moderati, anche coloro che non avrebbero pronunciato una parola razzista nemmeno sotto tortura ora inneggiano alle profezie di Oriana, al radere al suolo la Siria, ai rastrellamenti e al rimpatrio.


Ma figli benedetti, ma lasciate che vi chieda una cosa veloce veloce: ma vi siete rincoglioniti tutti quanti???????


Vogliamo esaminare le cose un secondo?
Radere al suolo la Siria, perché lì si trova l' Isis.
Bene, capisco che a caldo, diciamo con ancora le immagini dei cadaveri davanti agli occhi, un pensiero del genere possa anche attraversare la mente di qualcuno. Ammazziamoli tutti e via. Ma ragioniamo un secondo.


In Siria pare si trovi il quartiere generale dell'organizzazione denominata ISIS o Stato Islamico o comediavolovogliamochiamarli.
Diciamo che X mesi fa la cosa è stata resa nota e qualcuno - senza fare nomi - ha deciso di buttare qualche bomba, così giusto per vedere se si riusciva a cavare qualche ragno dal buco. Le bombe hanno devastato città intere e creato migliaia di profughi, che si sono riversati in Europa, ed i bombardamenti sono proseguiti a lungo. Ora io mi domando: ma se IO fossi il capo dell'Isis, se facessi parte dell'intellighenzia dell'organizzazione, se avessi mansioni di comando di qualunque genere in seno a quei fanatici.... ma me ne starei lì a farmi piovere bombe addosso?Buona e tranquilla seduta sul mio AK47 mentre mi crolla il tetto sulla testa?


Ma io direi proprio anche no.
Secondo me, che non sono nessuno, è altamente improbabile che la testa dell'organizzazione sia in Siria, ad oggi. In Siria ormai ci sono solo civili allo stremo e si, probabilmente alcuni terroristi, ma i pesciolini piccini piccini, quelli sacrificabili. Quelli che possono essere uccisi per far proclamare all'occidente che "è stato assestato un colpo mortale" mentre i grandi capi, i veri organizzatori e mandanti, se ne stanno col culo nella panna in posti sconosciuti e remoti come, che so, la Germania, la Francia, gli Stati Uniti. Nelle sale del potere (avete visto la foto dell'ex candidato Presidente USA Cain insieme a tre jihdaisti conclamati?) a fare i loro porci comodi. Nella migliore delle ipotesi quelle bombe, anche quelle che così prontamente la Francia ha sganciato con una operazione definita "chirurgica" solo un paio di giorni dopo gli attentati (ma ne riparliamo di questo), possono beccare qualche futuro esecutore materiale, qualche campo di addestramento pieno di ragazzini che nella vita non hanno avuto nessuna scelta, ma di sicuro non tagliano la testa del serpente.


E' un po' come bombardare la Sicilia per eliminare la mafia.
Certo magari se riesci a coglierli di sorpresa, magari con un po' di fortuna qualcuno al primo giro lo becchi. Ma poi? I nostri bravi boss mafiosi starebbero lì a farsi bombardare? Certamente no, scapperebbero, vista la malaparata, andrebbero magari in Lombardia, in Emilia, in Piemonte. E noi continueremmo a bombardare la Sicilia ammazzando gente ad minchiam, mentre quelli se la ridono e riprendono le fila dei loro affari come se nulla fosse.


Tanto, la manovalanza - mafiosa come jihdaista - è sempre disponibile a fiumi.


Quindi, in conclusione, bombardiamo la Siria, creiamo i profughi civili che vengono qui (profughi in fuga da quegli stessi jihdaisti che noi cerchiamo di ammazzare, sia chiaro) per farsi odiare perché sono mussulmani, e per scatenare le ire dei benpensanti i quali li vorrebbero tutti marchiati come bestie (o come gli ebrei ai loro tempi) e schedati.


I colpevoli veri non li becchiamo, ma intanto abbiamo assolto ad un importante compito: abbiamo creato l'odio e la paura. E a costo di prendere della complottista dirò: l'odio e la paura rendono le persone molto facilmente controllabili. Non ci sarà qualcuno a cui fa comodo questa situazione?


E l'odio e la paura si basano essenzialmente sull'ignoranza (ricordo che sono decenni che la scuola viene costantemente privata dei fondi necessari da governi di ogni colore, non è per mettere insieme le cose a cazzo, però io ci penserei...). L'ignoranza che ci fa leggere la frase di una donna malata e incazzata e considerarla una profezia che si è avverata. L'ignoranza che ci fa aver paura dei mussulmani in quanto tali, e che ci fa credere che una persona possa essere un terrorista soltanto perché prega Allah.


Ragazzi ma seriamente!!!
Seriamente stiamo dicendo che tutti i terroristi sono mussulmani (benché nemmeno la Fallaci potesse considerare vero il contrario)??? E il terrorismo nostrano? Gli omicidi di mafia non sono terrorismo? Falcone e Borsellino, non sono terrorismo? Dobbiamo quindi temere tutti i siciliani?
Le brigate rosse cos'erano? Debellate, è vero, ma nostranissime!
L'IRA? quanto è che in Irlanda hanno smesso di ammazzarsi tra cristiani? Se incontro una persona di Dublino devo aver paura che sia protestante perché potrebbe spararmi?


Certo questi terroristi sono mussulmani, e allora? Sono pazzi fanatici, è questo il punto, non la loro religione. Non è vero affatto che la loro è una guerra contro l'occidente. Uccidono a pacchi anche tra la loro gente, o meglio, tra altri mussulmani (Libano, Kenya, la Siria stessa) che la pensano diversamente da loro.  Sono cani rabbiosi e sciolti, sono belve assetate di sangue, sono inumani e senz'anima, è su questo che dovremmo concentrarci, non sul fatto che sono mussulmani.
Alle stragi in medio oriente però com'è come non è non viene mai dato troppo rilievo.
Io stessa, che non sono certo una osservatrice acutissima ma cerco di tenermi informata, sono venuta a sapere dell'ultimo attacco in Libano da una via che definire traversa è poco: il profilo facebook di Angelina Jolie. Pensate un po'. I giornali e i telegiornali ne hanno parlato? E se si, hanno dato lo stesso rilievo che alla Francia? Mi sa di no...
E come mai?
Ecco che la complottista riaffiora: perché "mussulmani contro il nostro stile di vita" fa molta più paura, e quindi molto più comodo che "mussulmani si ammazzano tra di loro". 
E l'opinione pubblica così ben condita, se ne sbatte dei Libanesi e dei Kenioti, anzi gioisce: 4000 morti? Bene, 4000 di meno. E l'odio si fomenta e insieme ad esso la paura.


Beh, non dico niente di nuovo, ma questa è una spirale maledetta, un circolo vizioso che prima o poi ci toccherà tutti estremamente da vicino. Estremamente. Non c'è modo di fermare la violenza con le bombe, proprio non esiste maniera.


Per oggi mi fermo qui
Ma c'è un altro argomento correlato di cui vorrei parlare prossimamente.







venerdì 6 novembre 2015

IL MASCHILISMO RELIGIOSO - seguito del post precedente

Allora... ho pensato che molto spesso il maschilismo della società attuale (e passata) è stato fatto passare come inevitabile su basi religiose. Una specie di dettame divino.


Pensiamo solo a "le donne tacciano nell'assemblea e siano sottomesse agli uomini in tutto" di Paolo, e al conseguente "il marito è il capo della casa" del vecchio codice civile.


E mi sono chiesta: ma quale Dio ha detto questo??


Sempre ragionando in termini storico/evolutivi.... ho pensato: è colpa della calata dei barbari.


Vado ad illustrare.


Immaginiamo la vita in Europa  e nel bacino del Mediterraneo diciamo attorno ai 15.000 anni fa.
La parte sud del continente, lo possiamo immaginare di clima temperato, verde, fertile. Prati pieni di erbe, alberi da frutto, arbusti di ogni genere da cui cogliere bacche ecc... un mare caldo pieno di pesci commestibili e fiumi altrettanto ricchi... animali in abbondanza da cacciare.


In questa situazione di prosperità, immagino fosse piuttosto facile mantenere la pace. I vari insediamenti umani si potevano facilmente suddividere quanto la Natura offriva loro senza contrasti, e presumo che avanzasse anche del tempo per badare a cose che non fossero la mera sopravvivenza, come ad esempio dare principio alle prime forme d'arte, creare monili, pitture rupestri ecc.... e anche, magari, cominciare con le prime forme di commercio.


Iside amorevole
Se le cose stavano così, è anche abbastanza intuitivo pensare che le divinità venerate fossero dei e dee della fertilità che rispecchiavano la Natura che si parava davanti agli uomini, Dei e dee pacifici e floridi che distribuivano i loro doni a piene mani. Dei ma soprattutto Dee direi, perché come dicevamo nello scorso
post, la fertilità e la fecondità erano rimaste per un certo periodo appannaggio delle donne. Pensiamo alla Grande Madre, a Iside, a Giunone/Era, ad Afrodite, Diana Cacciatrice. In questa mitologia c'era in ogni pantheon un solo dio guerriero (Marte, Ares) e gli altri Dei si dedicavano ad attività diciamo così più connesse alla fertilità che alla guerra... le scappatelle di Zeus, Bacco il goliardico, Apollo dio della poesia e delle arti. La popolazione sudeuropea prosperava e si evolveva diciamo così senza bisogno - o senza troppo bisogno - dell'uso della forza.


Al nord invece, beh... altra storia.
Climi rigidi, ghiacci ovunque, nessuna o scarse possibilità per l'agricoltura.
Un mondo freddo ed inospitale popolato di predatori affamati (molto più affamati che al sud dove c'era presumiamo abbondanza di cibo anche per loro) che si contendevano il cibo tra loro e lo contendevano agli uomini.
Le risorse erano poche, e quelle poche dovevano essere accaparrate ad ogni costo, pena la non sopravvivenza della stirpe


I clan erano presumibilmente sempre in lotta tra loro, lungi dal commerciare risorse che non avevano, si saranno dati battaglia ad ogni occasione per riempire i magazzini e superare il lungo inverno nordico. Qui, diversamente che al sud, probabilmente la caratteristica più apprezzata era la forza: la forza per conquistare un nemico e il suo cibo, la forza per uccidere la foca leopardo o l'orso che cercava di rubare il pesce. Sarà quindi stato naturale che l'organizzazione sociale avesse una connotazione maschile, in quanto un maschio è più fisicamente possente e quindi adatto alla guerra. Il capoclan sarà stato il guerriero più selvaggio, i figli saranno stati indirizzati all'arte del combattimento molto presto. Le donne in una tale situazione erano probabilmente considerate praticamente inutili: improduttive bocche da sfamare che una volta che avevano partorito i figli dei guerrieri, non avevano altra utilità sociale.


Odino
Parimenti gli Dei adorati saranno stati maschi e guerrieri... pensiamo a Odino, pensiamo a Thor.
Certo c'erano divinità femminili, ma restavano secondarie, periferiche.


Ora quando queste popolazioni guerriere hanno cominciato la loro discesa verso il sud alla ricerca di habitat più vivibili, quanto ci avranno messo a conquistare i clan del sud, tutti collanine e dipinti rosso ocra? Immagino quindi che essi abbiano dilagato.. che si siano fatti largo con le armi ed un lago di sangue o si siano più o meno rapidamente integrati con le popolazioni terrone preesistenti, essi hanno vinto, perché erano più forti.


E come tutti i vincitori, avranno imposto il loro stile di vita, la loro organizzazione sociale e il loro pantheon. Si assiste infatti ad una progressiva perdita di importanza della donna sia sul piano sociale che spirituale, a favore di un sempre più marcato influsso maschile. Le Dee cominciano a perdere la loro predominanza, e la figura della Grande Madre quasi scompare del tutto. In epoca Romana, le donne avevano ancora uno status sociale quasi pari a quello maschile (potevano ereditare, avere proprietà, esercitare il commercio o una attività economica) ma via via questi "privilegi" vanno scomparendo.


In questa situazione arriva bel bello un tale Saul di Tarso, che in seguito ad una probabile crisi epilettica dovuta al caldo e alla fatica ha cominciato a raccontare in giro di avere delle visioni del divino. E tutti ci hanno creduto. Ma proprio tutti.


Ora non ho le competenze per capire ne tantomeno spiegare il modo e le maniere in cui la visione di Saul è diventata dogma per qualche miliardo di persone. Ma quel che è sicuro è che dalla caduta degli imperi romani in avanti, l'Europa ha conosciuto un periodo buio ed oscurantista come non ce ne sono eguali.


La situazione si è totalmente ribaltata: se prima si adorava la fertilità, poi la verginità diventa un valore assoluto. Se prima le donne di sapere erano ascoltate come guide o sacerdotesse, poi le si bruciano come streghe. Se prima le donne potevano avere una vita indipendente e delle proprietà, poi diventano esse stesse mera proprietà degli uomini che le governano, il padre prima il marito dopo.


C'è stata una progressiva ma incessante opera di distruzione della donna e delle sue prerogative che è durata millenni. E sbaglieremmo secondo me a pensare che sia tutta colpa del Cristianesimo. E' cominciato prima, il Cristianesimo ad un certo punto ne ha solo approfittato.


L'uomo ha cominciato ad odiare la donna, a temerla, e quindi a bruciarla.
Il vero motivo, non l'ho ancora scoperto, ma quello che so di certo è che è ancora così.


Ma di fatto... gli odierni maschilisti sono i diretti eredi di cacciatori invidiosi e guerrafondai vestiti di pelli... un bel retaggio.









mercoledì 4 novembre 2015

DIRO' DELLE COSE IMPOPOLARI - sempre che riesca a farmi capire.

Allora.. mi rendo conto che sto per dire delle cose che potranno apparire ad elevato tasso di beceritudine e che alcuni considereranno parecchio impopolari.


Però... però.


Io non penso che uomo e donna siano uguali.
Ecco, bon, l'ho detto.


E lo ribadisco, non lo penso affatto.
E non penso nemmeno che dire, che so, che una donna è più portata ai compiti di cura ed accudimento rispetto ad un uomo sia indice di maschilismo.


Toh mo'
(scusate vado a mettere il giubbotto antiproiettile).


Vado a spiegarmi.


Uomo e donna NON sono uguali
sono diversi, anche profondamente diversi in certi casi.
Ammettere le differenze non significa essere retrogradi, maschilisti, beceri.
Significa avere gli occhi.


Lo so, scomodare la biologia par brutto e a tanti sembra una scusa per perpetuare convincimenti vecchi e superati. Però seguitemi un secondo...


Le donne sono biologicamente progettate per mettere al mondo i figli.
E lì c'è poco da disquisire, è così. Noi abbiamo un utero per custodirli quando sono dentro il nostro corpo e due tette per nutrirli quando ne escono.
Noi siamo fisicamente, biologicamente, geneticamente programmate per tale compito. 


E se è vero questo, da profana ignorante, trovo che abbia evolutivamente senso che le donne siano col tempo diventate anche più disponibili, empatiche, disposte alla cura e all'accudimento. Proprio per una mera funzione di sopravvivenza della specie.


Perché, a parer mio, da un punto di vista evolutivo, le donne fatte in quel modo, con quel tipo di carattere, avranno ragionevolmente avuto un maggior successo riproduttivo (+ cure = + figli vivi) e pertanto avranno sparso il proprio patrimonio genetico più di altre, ovvero messo al mondo e fatto sopravvivere più figlie che anch'esse avevano quel tipo di carattere - o una predisposizione verso quel tipo di carattere. Per un fatto semplicissimo: un neonato non può staccarsi dalla mamma che lo nutre. Ed è quindi lei che logicamente deve prendersene cura. Oggi è diverso, oggi esistono i biberon... ma evolutivamente parlando, il bibe esiste da circa 15 secondi rispetto a tutto il tempo in cui l'Uomo si è evoluto.


Dopodiché, noi esseri umani a differenza delle altre specie animali, abbiamo sviluppato una cosetta chiamata cultura. La sovrastruttura culturale ci insegna (o ci prova...) che una cosa che è valida per molti non deve essere necessariamente valida per tutti. La sovrastruttura culturale ci dice che se qualcosa è "statisticamente rilevante" non significa che debba applicarsi a viva forza nel 100% dei casi. E che le devianze dalla media statistica non sono necessariamente un male, sono solo modi diversi di vivere e pensare, e come tali vanno rispettati.


Nella pratica: 15.000 anni fa una femmina umana che non volesse avere figli, sarebbe probabilmente stata ostracizzata, messa a margini della tribù, stigmatizzata e magari anche peggio. Oggi, una donna che non voglia avere figli, si fa la sua vita senza mai diventare mamma, si realizza magari nel lavoro o nello sport, e tanti saluti - alla peggio dovrà sopportare qualche antipatica battuta sull'orologio biologico.


Questo però non toglie che le donne siano fatte apposta per partorire ed allattare.
Ci disegnano così. proprio geneticamente.


Sostenere questo tipo di concetto non significa essere maschilisti.
Vedere le differenze non significa essere maschilisti.
Vedere le differenze ed etichettarle, questo significa essere maschilisti.


Dire che una donna è portata all'accudimento e pertanto è un essere umano inferiore al  maschio che va a caccia (o lavora fuori casa e "porta i soldi"), questo è maschilismo.
Considerare una caratteristica inferiore all'altra, questo è maschilismo.
Relegare una donna ad un ruolo che non desidera, obbligarla su basi biologiche perché "sei fatta così e ti devi adeguare", questo è maschilismo.
(ed è peraltro altrettanto grave quando accade il contrario, magari per altri motivi, che so: impedire a un ragazzino di studiare danza classica perché altrimenti sembra frocio).


Ecco, non so se riesco a spiegarmi, ma considerare due cose diverse tra loro non è sbagliato.
E' sbagliato dare alle due cose diversa dignità.


Quello che secondo me ha cambiato tutto, ma veramente tutto, è stata l'economia.... e la scienza.


Oggi, ma non solo oggi, il "valore" delle cose viene scambiato col "prezzo" delle cose.
E siccome accudire i propri figli non paga alcun prezzo, allora è un non-lavoro, è una non-esistenza, una non-utilità. Mentre lavorare in banca e percepire uno stipendio, quello sì che vale.
Inoltre oggi sappiamo il ruolo del maschio in tutto quanto il processo della procreazione, mentre taaaanto tanto anticamente i figli erano solo delle donne, la correlazione con l'atto sessuale non è stata immediatamente evidente (anche perché le tribù primigenie erano presumibilmente promiscue)


Posso solo immaginare che ad un certo bel punto, i nostri cavernicoli antenati si siano guardati in faccia e si siano detti "Ehi! noi qui andiamo a caccia, sfamiamo tutta la tribù e rischiamo la pelle... per sfamare queste donne che se ne stanno al sicuro al calduccio accanto al focolare a dipingere muri e infilare collanine tutto il santo giorno! E a giocare coi nostri figli! Certo, nostri! Perché, non avete sentito cosa si dice in giro? Mica vero che è la Dea che da i figli alle donne. Siamo noi, noi maschi, col nostro pisello! I figli sono nostri, siamo noi che li mettiamo dentro le donne, loro non fanno niente! Siamo noi che li sfamiamo con le prede e li copriamo con le pellicce a rischio della nostra vita, noi che procuriamo il fuoco! Noi siamo superiori"


E così, il semplice fatto biologico che aveva portato fino ad un certo punto della vita umana ad una cooperazione dignitosa e paritaria tra esseri con inclinazioni e compiti differenti (la chiamano sinergia), è stato superato dalla sovrastruttura culturale, ma una sovrastruttura distorta da inesistenti rapporti di forza... che però ha avuto un gran successo.


E che ci portiamo dietro ancora oggi.